Don Enzo Caponigro (all'anagrafe Vincenzo Caponigro) è stato una figura centrale e storicamente rilevante per la comunità religiosa, civile e culturale di Eboli. 
Nato a Eboli il 19 febbraio 1933, è deceduto il 18 marzo 2023 all'età di 90 anni, lasciando un segno profondo nella cittadinanza che lo ricorda come il "sacerdote delle mille battaglie civili". 

La vita e il ministero sacerdotale
Ordinato sacerdote il 5 luglio 1959, ha ricoperto numerosi incarichi ecclesiastici e sociali sul territorio:
  • Primo parroco della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Eboli nel 1966.
  • Rettore del Santuario di Sant'Antonio da Padova a Eboli.
  • Cappellano dell'ospedale civile di Eboli (dal 1968) e del cimitero cittadino (dal 1969).
  • Direttore dell'Ente banda ragazzi e del Concerto bandistico "Città di Eboli".
Don Enzo Caponigro ha ricoperto un ruolo fondamentale nella fondazione della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. 
Il suo legame con la parrocchia e con la città si riassume in questi punti cardine:
  • Il primo "Sacerdote Responsabile" (1984–1987): Don Enzo è stato ufficialmente il primissimo sacerdote a guidare la neonata comunità del Sacro Cuore dal 10 maggio 1984 al 30 giugno 1987, precedendo di un anno l'arrivo dello stesso don Donato Paesano (che lo affiancò poi a partire dal 1985).
  • La nascita e il dono della struttura: All'inizio degli anni '80, dopo il tragico terremoto del 1980, don Enzo era parroco di Santa Maria delle Grazie. In quel contesto si attivò per assistere la Caritas e ottenne dalla Diocesi di Treviso la donazione di un prefabbricato pesante nel 1983. Quella struttura divenne la prima sede in cui nacque e si sviluppò l'attuale comunità parrocchiale del Sacro Cuore al Rione Pescara.
  • La scomparsa: È tornato alla Casa del Padre il 18 marzo 2023 all'età di 90 anni, lasciando un vuoto profondo. La comunità del Sacro Cuore di Eboli ne conserva tuttora la memoria inserendolo tra i padri fondatori e i sacerdoti defunti più significativi della forania. 
Oltre alla sua opera spirituale, Don Enzo era noto per il suo temperamento battagliero e per la difesa accanita del patrimonio storico e culturale della sua città. 
La comunità ebolitana continua a tributargli profondo affetto, ricordandolo periodicamente con messe in suffragio presso le chiese locali per preservare la memoria del suo operato.