IV Domenica

Home Su Sommario Cerca Contatti Privacy Area riservata

 

 

========================================================================

SPUNTI DI RIFLESSIONE   IV DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

 

PAROLA CHIAVE: PAZIENZA

========================================================================

 

VANGELO (Gv 3,14-21)
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».             

Parola del Signore

 

SPUNTI PER L’OMELIA

 

Cari ragazzi buongiorno! Anzi, sono convinto che non sia un “buon” giorno, ma un “ottimo” giorno! E sapete perché? Ora ve lo spiego subito: di cosa parla questo Vangelo stamattina? Di invasione di serpenti? Di tenebre? Ebbene vi sbagliate di grosso! Oggi il Vangelo ci parla di buone notizie, sapete quali? “Dio, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. Avete capito ragazzi? Dio ama proprio noi e proprio per noi ha mandato il suo unico Figlio sulla terra per salvare il mondo. Ma come farà da solo? Con un mega miracolo? No! Come farà ce lo spiegano i Vangeli della Quaresima, che ogni anno, di domenica in domenica, ci danno dei piccoli indizi per avere chiaro qual è il piano che porterà alla salvezza del mondo intero … compresi noi. Diamo un’occhiata agli indizi individuati nelle prime tre domeniche di Quaresima, eccole le troviamo appuntate su questa mano gigante aperta verso di noi. Leggiamo insieme: perseveranza, presenza e preghiera, ovvero Gesù ci invita a: perseverare nell’amore che ci rende gioiosi sempre, cercare la presenza di Cristo nel nostro prossimo, trovare il tempo ed il silenzio per pregare il Padre. Queste tre caratteristiche, se impariamo a praticarle tutti i giorni ci aiuteranno ad avvicinarci sempre di più a Dio, ci aiuteranno a seguire le orme del Figlio Gesù, ed a guardarlo sempre più da vicino, fino ad essere portati in salvo … in salvo dai “serpenti”, ovvero dalla cattiveria, dal peccato, dall’egoismo, ovvero da tutto ciò che ci morde l’anima e la avvelena, la rende buia e triste, piena di sentimenti negativi che fanno solo male a noi, agli altri, e al rapporto con Dio. Guardando Gesù, morto in croce per amore della nostra vita, possiamo guarire da questi veleni. Ma qual è il prossimo prezioso indizio per raggiungere, il più in fretta possibile e il più vicino possibile, il punto in cui poter guardare Gesù negli occhi? Ragioniamo insieme … se i Vangeli ci chiedono di perseverare, cercare la presenza di Cristo negli altri, e pregare, vuol dire che abbiamo tante cose da fare, e che ci dobbiamo mettere tanto impegno! Ma vi è mai capitato, magari un giorno in cui non si va a scuola, di farvi un bel programmino per tutta la giornata, come ad esempio: alzarsi tardi, fare una golosa colazione, uscire per fare una passeggiata, incontrare i vostri amici, giocare con loro fino a quando siete stanchi e poi tornare a casa e trovare il vostro pranzo preferito, e così via? Bene, è capitato anche a me, ma è pur vero che, nonostante il vostro impegno nella programmazione, potrebbe non filare tutto liscio, cioè ci potrebbero essere degli intoppi, tipo: vi fa sobbalzare dal letto il suono della sveglia dei vostri genitori puntata alle 7.00; vostro fratello ha finito tutto il latte fino all’ultima goccia, e non potete più fare la colazione che vi piace; il vostro amico del cuore è partito per un viaggio e non può giocare con voi quel giorno; insomma ci può essere un intoppo. E allora qui interviene il quarto indizio. Che ci vuole per avere la capacità di continuare a perseverare, a cercare la presenza di Dio, e pregare? Tanta ma tanta, ma tantissima??? Chi mi aiuta a rispondere a questa difficilissima domanda?

 

Un bambino porta all’altare la scritta “PAZIENZA” e, dopo averne letto il commento,

lo attacca al dito medio della sagoma della mano accanto all’altare.

 

Commento: La pazienza è la dote più difficile da ricevere, ma ce la dona il Padre in grande quantità e ce la insegna Gesù con la sua vita. Se la pratichiamo tutti i giorni, diventa anche la più grande delle preghiere.

 

La pazienza è il quarto indizio che ci permetterà di avvicinarci a Gesù per essere salvati dal peccato. Perché se riusciamo a raccogliere un po’ di buona volontà per fare le cose giuste, per guardare Gesù sulla croce, per mettere in pratica i suoi insegnamenti, ma troviamo degli ostacoli, è necessario far ricorso a tutta la nostra pazienza per non mollare! La pazienza è una dote che si impara ad avere con il tempo, e che ci può aiutare a stravolgere la nostra vita, ma come? Partiamo dal suo significato: la parola pazienza deriva dal latino patire ovvero dolore, ma più precisamente la pazienza è la qualità ed un atteggiamento di chi sa accettare le difficoltà con animo sereno, con calma ed è capace di modificare la rotta durante il proprio viaggio nel momento in cui ci sono degli intoppi, per poterli superare e continuare verso l’originaria meta! E se la nostra meta è il posto più vino a Gesù, occorre esercitarsi tanto con la pazienza perché il cammino è davvero fatto di tante curve a gomito, incroci, salite e fiumi da attraversare, e se non siamo convinti che stiamo facendo la cosa giusta, saremo sempre tentati di ritornare indietro dove le cose sono più semplici, dove ci sembra che la fede sia una scelta facile e sufficiente, invece c’è chi dice che la fede sposta le montagne, ma è solo la pazienza che fa raggiungere le cime. Ora vi racconto una storiella che ci insegna come è difficile seminare la pazienza nella nostra vita, per raccogliere il frutto della felicità.

 

STORIELLA - Quando le croci sono troppe

 

Un uomo viaggiava, portando sulle spalle tante croci pesantissime. Era oppresso e, passando un giorno davanti ad un Crocifisso, se ne lamentò con il Signore così: "Ah! Signore, io ho imparato nel catechismo che tu ci hai creato per conoscerti, amarti e servirti... ma invece mi sembra di essere stato creato soltanto per portare le croci! Me ne hai date tante e così pesanti che io non ho più la forza di portarle". Il Signore però gli disse: "Vieni qui, figlio mio, posa queste croci per terra ed esaminiamole un poco. Ecco, questa è la più grossa e la più pesante; guarda che cosa c'è scritto sopra". Quell'uomo guardò e lesse questa parola: indifferenza”. "Lo vedi?" disse il Signore, "questa croce non te l'ho data io, ma te la sei fabbricata da solo. Hai trascorso tanto tempo a guadare le persone soffrire, o fare del male al proprio prossimo, senza muovere un dito, sperando soltanto di stare tranquillo nel tuo piccolo mondo … e di conseguenza hai avuto solitudine, povertà, rimorsi". "Purtroppo è vero, soggiunse l'uomo, questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che io la porti!". Sollevò da terra quella croce e se la pose di nuovo sulle spalle. Il Signore continuò: "Guarda quest'altra croce. C'è scritto sopra: ambizione. Anche questa l'hai fabbricata tu, non te l‘ho data Io. Hai avuto troppo desiderio di salire in alto, di occupare i primi posti, di stare al di sopra degli altri... e di conseguenza hai avuto odio, persecuzione, calunnie, disinganni". "E' vero, è vero! anche questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che io la porti!". Sollevò da terra quella seconda croce e se la mise sulle spalle. Il Signore additò altre croci, e disse: "Leggi. Su questa è scritto: gelosia, su quell'altra: avarizia, su quest'altra...". "Ho capito, ho capito, Signore, è troppo giusto quello che tu dici". E prima che il Signore avesse finito di parlare, il povero uomo aveva raccolto da terra tutte le sue croci e se l'era poste sulle spalle. Per ultima era rimasta per terra una crocetta piccola piccola e quando l'uomo la sollevò per porsela sulle spalle esclamò: "Oh! Com'è piccola questa! E pesa poco". Guardò quello che c'era scritto sopra e lesse queste parole: "La croce di Gesù". il Signore gli disse: "Vedi figlio mio, questa piccola croce te l'ho data io, ma te l'ho data con amore di Padre; te l'ho data perché voglio farti acquistare merito con la pazienza; te l'ho data perché tu possa somigliare a me e starmi vicino per giungere al Cielo, perché io l'ho detto: Chi vuole venire dietro a me prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Ma ho detto anche: il mio giogo è soave e il mio peso è leggero". L'uomo delle croci riprese silenzioso il cammino della vita; fece ogni sforzo per correggersi dei suoi vizi e si diede con ogni premura a conoscere, amare e servire Dio. Le croci più grosse e più pesanti caddero, una dopo l'altra dalle sue spalle e gli rimase soltanto quella di Gesù. Questa se la tenne stretta al cuore fino all'ultimo giorno della sua vita, e quando arrivò al termine del viaggio, quella croce gli servì da chiave per aprire la porta del Paradiso.

 

Il protagonista di questa storia non ha avuto molta pazienza nella sua vita, ed ha accumulato tanta tristezza, fino al punto di prendersela con Dio stesso, attribuendogli tutte le sue disgrazie, ma Lui gli mostra come è possibile, e come è facile portare le tenebre nella nostra anima, oscurarla con tante croci pesantissime, se non guardiamo all’insegnamento che oggi ci racconta Gesù nel Vangelo. Quest’uomo solo con la pazienza è riuscito a riportare la luce nella propria anima, solo con la pazienza si è avvicinato a Gesù, e solo col la pazienza ha raggiunto la salvezza.

 

PREGHIERA

 

Signore,

i Tuoi occhi mi seguano,

le Tue orecchie mi ascoltino,

il Tuo pensiero mi illumini,

le Tue braccia allargate sulla Croce

mi rendano accogliente verso il prossimo,

mi spingano a donarmi

senza stanchezza ai fratelli.

Il Tuo Amore sia per me

fonte di energia,

la Tua Croce sia per me l’insegnamento

che solo tenendoci tutti per mano

potremo sentirci figli Tuoi.

Amen

 

 Scarica

 

Visita gli altri  Commenti

Realizzato da Sabato Bufano - Informa s.a.s. - Tel. 0828620029
© 2006 Parrocchia Sacro Cuore di Gesù - Eboli (SA)